Trovarsi nello sguardo
- Redazione
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«Quando tu preghi – dice Gesù – entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà» (Mt 6,6). Per prima cosa, il Signore chiama ad entrare in questo luogo nascosto del cuore, scavandolo pazientemente: invita a compiere un’immersione interiore che richiede un cammino di svuotamento e di spogliazione di sé. Una volta entrati, chiede di chiudere la porta ai cattivi pensieri per custodire un cuore puro, umile e mite, con la vigilanza e il combattimento spirituale. Solo allora ci si può abbandonare con fiducia al dialogo intimo con il Padre, che dimora e vede nel segreto, e nel segreto ci ricolma dei suoi doni. Questa vocazione all’adorazione e alla preghiera interiore, propria di ogni credente, (…) non è fuga dal mondo, ma rigenerazione del cuore, perché sia capace di ascolto, sorgente di agire creativo e fecondo della carità che Dio ci ispira. Di questo richiamo all’interiorità e al silenzio, per vivere in contatto con sé stessi, col prossimo, con il creato e con Dio, oggi c’è più che mai bisogno, in un mondo sempre più alienato nell’esteriorità mediatica e tecnologica. Dall’intima amicizia col Signore rinascono, infatti, la gioia di vivere, lo stupore della fede e il gusto della comunione ecclesiale. (Leone XIV - Udienza ad un gruppo di Eremiti Italiani che partecipano al Giubileo della Vita Consacrata, 11 ottobre 2025)




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