Uniti per cambiare il mondo
- Redazione
- 6 giorni fa
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È evidente che si tratta di un momento decisivo nella vita di Natanaele. E con queste parole di Gesù si sente toccato nel cuore, si sente compreso e capisce: quest’uomo sa tutto di me, Lui sa e conosce la strada della vita, a quest’uomo posso realmente affidarmi. E così risponde con una confessione di fede limpida e bella, dicendo: "Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele" (Gv, 1,49) ed esprime così i due aspetti della persona di Gesù: la sua relazione con il Padre perché è Figlio di Dio, e la sua relazione con l’umanità. È re d’Israele e come tale è aspettato come un re di pace, come un re di una riconciliazione universale. Non dobbiamo mai perdere di vista né l’una né l’altra di queste due componenti, poiché se proclamiamo di Gesù soltanto la dimensione celeste, rischiamo di farne un essere etereo ed evanescente, e se al contrario riconosciamo soltanto la sua concreta collocazione nella storia, finiamo per trascurare la dimensione divina che propriamente lo qualifica. (Benedetto XVI – Udienza generale, 4 ottobre 2006)




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