Un'amorevole attenzione
- Redazione
- 3 giorni fa
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Come nel giorno del battesimo al Giordano, così anche oggi sul monte sentiamo la voce del Padre, che proclama: «Questi è il Figlio mio, l’amato», mentre lo Spirito Santo avvolge Gesù di una «nube luminosa» (Mt 17,5). Con tale espressione, davvero singolare, il Vangelo descrive lo stile della rivelazione di Dio. Quando si fa vedere, il Signore mostra la sua eccedenza al nostro sguardo: davanti a Gesù, il cui volto brilla «come il sole» e le cui vesti diventano «candide come la luce» (cfr v. 2), i discepoli ammirano lo splendore umano di Dio. Pietro, Giacomo e Giovanni contemplano una gloria umile, che non si esibisce come uno spettacolo per le folle, ma come una solenne confidenza. (…) Alla disperazione dell’ateismo il Padre risponde con il dono del Figlio Salvatore; dalla solitudine agnostica lo Spirito Santo ci riscatta offrendo una comunione eterna di vita e di grazia; davanti alla nostra debole fede, sta l’annuncio della risurrezione futura: ecco quel che i discepoli hanno visto nel fulgore di Cristo, ma per capirlo occorre tempo (cfr Mt 17,9). Tempo di silenzio per ascoltare la Parola, tempo di conversione per gustare la compagnia del Signore. (Leone XIV - Angelus, 1° marzo 2026)




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