Quando l'inaspettato accade
- Redazione
- 25 gen
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“Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce” (Is 9, 1). (…) L’evangelista san Matteo usa questa profezia come prologo dell' attività magisteriale di Gesù in Galilea, quando, dalla casa di Nazaret, era venuto ad abitare nella città di Cafarnao. (…) Gesù comincia ad insegnare a Cafarnao; e il contenuto del suo magistero è racchiuso nelle parole: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino” (Mt 4, 17). “Convertirsi” significa appunto vedere “una luce”! Vedere “una grande luce”! La luce che proviene da Dio. La luce che è Dio stesso. Mediante il Vangelo, che il Cristo annuncia, si compiono le parole profetiche di Isaia: “Su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (Is 9, 1). Nella tenebra - simbolo di confusione, di errore e anche di morte - irrompe improvvisa la luce, che è lo stesso Figlio di Dio, il quale ha assunto la natura umana; lui, il Verbo, “la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1, 9). (San Giovanni Paolo II - Omelia nella Santa Messa nella Parrocchia di santa Rita a Torbellamonaca, 22 gennaio 1984)




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