Affidati alla Parola
- Redazione
- 3 giorni fa
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Tante volte diciamo di voler ascoltare la Parola ma rischiamo di fare come gli abitanti di Nazaret. Essi chiudono la Parola vivente, Gesù, nelle loro categorie e nei loro piccoli schemi, la riducono al già noto. Quante volte prendiamo una parola della Parola e ci sforziamo di applicarla alla nostra vita come una pomata, come un pannicello caldo o fresco per darci sollievo e se questo sollievo non viene, ci chiediamo come mai non funziona? Proprio come quelli della sua patria!
Fantastico, ancora una volta il nostro IO smisurato ha impedito alla Parola di parlarci, di compiere i suoi prodigi. Non è la parola a doversi adattare alle nostre richieste, siamo noi invitati a lasciarci trasformare da lei.
“Le parole dei libri umani si comprendono e si soppesano” dice Madeleine Delbrel, “alle parole del Vangelo ci affidiamo e umilmente ci sottomettiamo.” La Parola così accolta ci può accarezzare e ci può anche mordere, sta qui il dono, sta qui il prodigio: lasciarci sorprendere, lasciarci scomodare, per scoprire che la parola è miracolosa, compie ciò che promette. Continua Delbrel: “se le parole del Vangelo non ci trasformano è perché non chiediamo di essere trasformati”, ma vogliamo prendere ciò che noi riteniamo ci possa servire, che rientra nelle nostre aspettative o bisogni.
Oggi ricorre la festa di sant’Ignazio di Loyola, per tutti noi un maestro di ascolto della Parola, affidato totalmente alla Parola fatta carne: “Prendi, Signore, e ricevi tutto…”.
Affidàti e affìdati alla Parola




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